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Visioni Daciche

Si è svolto lunedì 2 febbraio 2026, presso l’Accademia di Romania a Roma, il vernissage della mostra “Visioni Daciche”, seconda tappa dell’omonimo progetto culturale e didattico, dopo la presentazione inaugurale avvenuta nel mese di dicembre a Villa Altieri. La mostra proseguirà fino a sabato 7 febbraio.

L’evento ha registrato una partecipazione straordinaria di pubblico, con la presenza di alcuni tra i maggiori esponenti a livello europeo e mondiale di archeologia romana, storia antica, storia dell’arte e restauro, in particolare specialisti della Colonna Traiana, insieme a rappresentanti delle istituzioni, esponenti dell’amministrazione locale, artisti, membri della comunità romena, studenti, professionisti del settore culturale e numerosi appassionati di arte, storia e patrimonio.

La mostra, ospitata nella splendida cornice dell’Accademia di Romania, si presenta in questa seconda tappa in una versione più ricca, articolata e approfondita, confermandosi come un progetto di alto profilo scientifico e divulgativo, capace di parlare a un pubblico trasversale e internazionale.

Il vernissage è stato moderato e introdotto da Oana Boșca Mălin, Direttrice dei programmi dell’Accademia di Romania a Roma. Sono intervenuti con i saluti istituzionali Florin Vlad, Ministro Consigliere dell’Ambasciata di Romania in Italia, che ha portato il saluto dell’Ambasciatrice Gabriela Dancău, e Natalia Lazureanu, Console, che ha trasmesso il saluto del Console Generale di Romania a Roma Marian Popescu.

Nel suo intervento, Oana Boșca Mălin ha sottolineato il valore educativo del progetto, evidenziando come oggi siano rari i progetti rivolti in modo specifico ai giovani e come “Visioni Daciche” riesca a farlo a un livello accademico molto alto. “Dietro il proggetto c’è l’energia dell’Associazione Spirit Românesc, parte della comunità romena, guidata dalla presidente Dana Mihalache, e il sostegno di Roma Capitale. Si tratta un vero e proprio periplo sulle tracce degli antichi Daci nei luoghi archeologici che ne custodiscono le storie. Un percorso guidato da tre studiosi di eccezione: Lucrezia UngaroFilippo Coarelli e Leonard Velcescu, capace di lasciare segni duraturi, risvegliare curiosità e produrre risultati educativi nel tempo. L’Accademia di Romania ha sostenuto il progetto e invita il pubblico a visitare la mostra per scoprire nuove prospettive sui Daci, sui loro ritratti e sul modo ammirativo con cui furono rappresentati dai Romani”.

Lucrezia Ungaro, archeologa e figura centrale nello studio e nella gestione del complesso monumentale dei Mercati di Traiano, già Responsabile del Museo dei Fori Imperiali presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ha esposto e dettagliato  aspetti meno conosciuti sul Foro di Traiano, in particolare la funzione amministrativa del Foro. Uno sguardo sui monumenti, oggi, ci impedisce di capire la policromia antica dei monumenti, ha sottolineato, raccontando, in un viaggio simbolico e accattivante, il significato delle sculture dei daci nella Basilica Ulpia, nella Galleria dei popoli.

 “Una mostra molto articolata, capace di ricostruire un vero e proprio habitat culturale attraverso i programmi figurativi, dal Foro di Traiano all’Arco di Costantino. La prima sezione è dedicata alla risposta dei ragazzi delle scuole alla proposta culturale dell’Associazione. Poi, ho apprezzato in particolare l’esperimento dedicato allo studio dell’abbigliamento femminile sulla Colonna Traiana, tradotto in abiti da una giovane studiosa,  un lavoro originale e innovativo che unisce artigianato, intelligenza artificiale e conoscenza dell’antico. Infine, c’è la sezione dedicata ai ritratti dei Daci, con ingrandimenti fotografici che permettono di cogliere dettagli invisibili a occhio nudo, frutto del lavoro di Leonard Velcescu, in una sala accogliente e di grande impatto come quella dell’Accademia di Romania”.

Il professor Filippo Coarelli, archeologo, accademico dei Lincei ed ex Professore di Storia romana e dell’antichità greca e romana all’Università di Perugia, ha definito il percorso espositivo “un assaggio di un grande progetto portato avanti da molti anni, non limitato alla sola Colonna Traiana. L’accento sull’attenzione riservata ai Daci, in particolare alle donne dace, ai gioielli, ai vestiti e ai costumi, sotolinea la sorprendente continuità con elementi dell’abbigliamento moderno”. Ha inoltre evidenziato il valore della raccolta di ritratti dei Daci, auspicando che il lavoro possa essere continuato e completato. Nel suo intervento davanti al pubblico numeroso,  ha proposto un parallelo tra le scene della Colonna Traiana che raffigurano famiglie dei daci con bambini, coinvolti nella guerra e le tragedie contemporanee, ricordando come non sempre ciò che è nuovo sia anche buono e come la storia, anche quella di duemila anni fa, possa aiutare a comprendere il presente.

Leonard Velcescu, storico dell’arte romeno, coordinatore scientifico del progetto e massimo esperto dell’iconografia dei Daci nell’arte romana, con una ricerca sul tema alla Sorbona, ha salutato la presenza in sala di alcuni tra i più importanti esperti internazionali di archeologia, storia, restauro e storia dell’arte specializzati nell’epoca di Traiano. Ha sottolineato come “i legami tra il mondo romano e quello dacico siano antichissimi e ancora poco conosciuti, richiamando intrecci genealogici documentati fin dall’epoca di Marco Aurelio. Abbiamo sotto gli occhi una scena della Colonna Traiana, in cui molti studiosi identificano un ritratto della sorella di Decebalo davanti a Traiano, con un bambino in braccio, condotta a Roma dopo la sconfitta dei Daci. Secondo le fonti, né lei né il figlio furono uccisi. Anzi, documenti storici attestano che il re dei Romani Regalianus si vantava di essere discendente diretto di Decebalo, rendendo più che plausibile una discendenza legata alla presenza della famiglia reale a Roma”.

La presidente dell’Associazione Spirit Românesc, Dana Mihalache, ha spiegato che la mostra è parte di “un percorso più ampio e articolato, nato come progetto didattico rivolto agli studenti del Liceo Artistico Giulio Carlo Argan, che hanno seguito lezioni di storia dell’arte, fotografia e fotogrammetria dedicate al tema dei Daci nel Foro di Traiano. Attraverso lo studio di una giovane designer, Giorgia Beniamin, sono stati esplorati i costumi degli antichi Daci, mentre il percorso scientifico curato dal professor Leonard Velcescu consente di comprendere anche gli aspetti psicologici degli antenati attraverso ritratti fotografici di altissima qualità. Il progetto continuerà con la produzione di un documentario avendo come protagonisti i massimi esperti del settore”.

Tra gli ospiti presenti anche Cinzia Conti, archeologa e restauratrice di fama internazionale, considerata tra i massimi esperti mondiali della Colonna Traiana, protagonista delle indagini e dei famosi restauri tra il 1981 e il 1988. Nel suo intervento ha ricordato come la Colonna Traiana sia una testimone fondamentale della storia, sottolineando l’importanza degli studi condotti durante i restauri, anche in relazione alla qualità dell’aria, e l’emozione di lavorare in un contesto internazionale con colleghi francesi, spagnoli e romeni durante il più grande intervento di restauro del monumento.

Il percorso espositivo nasce da un’esperienza educativa interdisciplinare che unisce storia dell’arte, fotografia, ricerca iconografica, tecnologie digitali, sartoria storica e intelligenza artificiale. I visitatori sono guidati attraverso pannelli descrittivi di altissimo valore scientifico, curati da Leonard Velcescu, che affrontano anche aspetti meno conosciuti della Colonna Traiana, come la rappresentazione delle famiglie con bambini, delle figure femminili e la serie di ritratti dei Daci, capaci di restituirne la complessità psicologica.

La seconda sezione, dedicata allo studio e alla moda, intitolata “Dal segno al bozzetto”, è curata dalla designer di origine romena Giorgia Beniamin Salib e ripercorre lo studio dei principali bassorilievi e statue della Colonna Traiana e di varie collezioni europee, trasformati in bozzetti e ricostruzioni grazie all’uso di programmi di intelligenza artificiale. In mostra è esposto un abito in lana naturale, creato nel gennaio 2025 appositamente per il progetto “Visioni Daciche”, ispirato fedelmente alla scena XXX della Colonna Traiana e collocato all’ingresso della sala. L’abito rievoca la figura della sorella del re Decebalo, colta in un momento di intensa umanità mentre stringe al petto il figlio. È realizzato in lana naturale molto leggera, tessuta secondo tradizioni antiche, senza coloranti né lavorazioni moderne. Il tessuto proviene da una storica manifattura di famiglia di Bucarest, attiva da tre generazioni nella produzione di tessuti premium da fibre naturali, in armonia con la natura e profondamente radicata nella tradizione. L’opera rappresenta un ponte visivo e simbolico tra archeologia, arte contemporanea e identità ancestrale.

Percorrendo l’evoluzione del modo di vestirsi della popolazione sul territorio dell’antica Dacia, la mostra presenta inoltre due costumi tradizionali interi dell’area Argeș–Muscel, realizzati circa cento anni fa e provenienti da una collezione privata di Bascov (Argeș) e due camicie tradizionali romene del distretto di Suceava risalenti agli anni Sessanta. Per la prima volta a Roma è esposta anche una scultura in bronzo “Nobile della Dacia”, riproduzione di una scultura dell’Arco di Costantino realizzata dall’artista Ion Bolcan.

Una sezione innovativa della mostra è dedicata alla digitalizzazione del patrimonio e all’interazione con alcuni dei monumenti simbolo di Roma, in particolare l’Arco di Costantino e la Colonna Traiana, attraverso proiezioni video, modelli 3D e modelli interattivi. Il team BIM GIS Concept, coordinato dall’ingegnere geodetico Cristian Gheorghe di Bucarest, ha realizzato specialmente per la mostra “Visioni Daciche” due rendering video estratti da progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale: un modello fotogrammetrico 3D dell’Arco di Costantino, creato a partire da 2000 fotografie e composto da 72 milioni di poligoni con texture ad alta risoluzione, accompagnato da una stampa 3D in mostra; e un modello fotogrammetrico 3D della Colonna Traiana, ottenuto da 1000 fotografie, composto da 50 milioni di poligoni e dotato di texture ad alta risoluzione. I due modelli stampati in 3D, tra cui l’Arco di Costantino e la Testa di Decebalo, sono presentati come esempio delle potenzialità della digitalizzazione, che consente lo studio e la ricostruzione scientificamente corretta dei monumenti. Un link Sketchfab permette ai visitatori di interagire direttamente con i modelli.

Grande entusiasmo e partecipazione hanno caratterizzato anche il pubblico, italiano, romeno e internazionale, di tutte le età e professioni, confermando il carattere trasversale della mostra e la sua capacità di suscitare e soddisfare la curiosità dell’esploratore urbano.

Numerose le testimonianze spontanee dei visitatori, che hanno raccontato l’emozione di scoprire dettagli inediti di monumenti quotidianamente presenti nel paesaggio urbano romano e di riscoprire le proprie radici culturali attraverso un percorso accessibile e profondamente documentato. “Visioni Daciche” è un progetto promosso dall’Associazione italo-romena Spirit Românesc, con il sostegno di Roma Capitale e Zètema Progetto Cultura, in partenariato con il Liceo Artistico Giulio Carlo Argan. Patrocini: Ambasciata di Romania in Italia, Istituto Culturale Romeno, Accademia di Romania a Roma, Roma Città Metropolitana.
Media partner: Din Diaspora, Actualitatea Românească, Radio Televiziunea Diasporei

Data

03 - 07 Feb 2026
Ongoing...

Luogo

Accademia di Romania
Viale delle Belle Arti, 110
Categoria

Organizzatore

Accademia della Romania

Other Organizers

Ambasciata di Romania