LO SGUARDO E LA DIGNITA’
Il Museo Crocetti di Roma ospita dal 22 al 28 maggio 2026 la mostra antologica di Barbara Berardicurti “Lo sguardo e la dignità“, a cura di Alberto Moioli e Andrea De Liberis, in collaborazione con l’Archivio Paolo Salvati, promossa da ICAS Intergruppo Parlamentare Cultura Arte e Sport con gli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati.
Il percorso espositivo è composto da 23 opere della Berardicurti che descrivono il suo percorso artistico dal 1987 ad oggi.
Come il curatore Alberto Moioli dichiara: “La riconoscibilità di Barbara nasce da una coerenza creativa che mantiene freschezza e vitalità. Ogni opera introduce una sfumatura nuova, un dettaglio inatteso, un racconto e un accento cromatico che apre all’osservatore percorsi di lettura sempre più articolati. Il volto spesso si presenta come centro emotivo e intellettuale della composizione, luogo in cui le esperienze vissute si depositano e comunicano attraverso l’intensità e la profondità delle espressioni. L’immagine si struttura attraverso una pittura dal forte controllo tecnico, attenta al disegno e alle proporzioni, aperta a soluzioni cromatiche e sempre estremamente rispettosa della dignità del soggetto.
L’universo femminile occupa una posizione privilegiata nella sua poetica. Le donne raffigurate trasmettono energia interiore, consapevolezza del proprio valore, capacità di affrontare la complessità della vita con una fierezza che emerge anche nei momenti di apparente quiete. La bellezza espressa da Barbara Berardicurti si presenta come manifestazione armonica di una presenza che custodisce memoria, affetti e identità.”
Il curatore Andrea De Liberis così si esprime: “Le opere della pittrice italiana Barbara Berardicurti sono frutto di un’articolata e profonda ricerca finalizzata ad esprimere al meglio le proprie sensazioni di vita vera, una capacità espressiva non comune, maturata nel tempo. Le figure intime e delicate realizzate con una purezza cromatica capace di dare una luminosità ai volti. I risultati si sposano con le linee di una composizione attenta. Certamente gli studi conseguiti dall’artista nel campo del design e dell’illustrazione ci confermano come il colore e la luce permettano alla nostra artista di spaziare e diversificare la produzione dei soggetti. Non solo questo in senso simbolico dell’intensa espressività. Interessante è l’amore per la ritrattistica come genere espressivo autonomo che si rileva nei suoi frequenti viaggi in Africa occidentale nonché nei contatti permanenti che l’attività professionale obbliga ad esercitare. Forme reali, cioè vere, che si fondono nella materia pittorica e creano una spazialità per me inattesa.
Per la Berardicurti la pittura è un modo di riflettersi nel cosmo e in questa ottica è riuscita a far convivere esperienza e capacità costruttiva nell’opera ma pur sempre è la spiritualità protagonista che la lega ad una visione universale del mondo che la fa vivere in contatto le stelle.”
